Per la riforma del catasto ci vorranno almeno cinque anni, secondo Befera.
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate interviene al Senato e illustra gli effetti negativi dell'attuale sistema di rendita immobiliare, ricco di 'iniquita''
La riforma strutturale del catasto, arenatasi nella scorsa legislatura, richiederà almeno cinque anni di tempo per essere messa a punto: lo ha dichiarato il Direttore dell’Agenzia delle Entrate,Attilio Befera, intervenendo il 4 maggio in audizione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato.
A rendere difficile la riforma del sistema estimativo catastale è l'attuale “iniquità” delle rendite attualmente attribuite alle unità immobiliari urbane, causata da vari fattori: l’inadeguatezza delle attuali categorie catastali, la presenza di zone censuarie eccessivamente ampie e articolate su un periodo di riferimento di oltre venti anni fa - l’ultima revisione generale delle tariffe d’estimo è del 1990 – oltre alla persistenza di classamenti effettuati in fase di impianto del sistema catastale.
Di fatto, ha sottolineato Befera, non è mai stata attuata una revisione generale del classamento, per aggiornare e perequare i redditi delle singole unità immobiliari; in conseguenza di ciò, nel tempo si è generato un progressivo scollamento tra la realtà dei valori catastali e i valori del mercato immobiliare. L’insieme delle distorsioni ha effetti sul livello di equità della tassazione.
Con l’introduzione dell’Imu e la rivalutazione dei coefficienti che consentono il passaggio dalle rendite catastali (rimaste invariate) ai valori imponibili patrimoniali degli immobili, si è ridotta ovviamente la distanza tra questi ultimi e i corrispondenti valori di mercato; d’altra parte, è aumentata l’iniquità. A completare il quadro, ha proseguito il Direttore, si deve aggiungere che lo strumento selettivo per l’accesso alle prestazioni di welfare è l’Indicatore della Situazione
Economica Equivalente (l'Isee), che viene determinato tenendo conto anche del patrimonio immobiliare valutato su “base catastale”. La conseguenza, pertanto, è cheuna valutazione catastale iniqua degli immobili trasferisce i suoi effetti anche sull’accesso alle prestazioni di welfare.
Befera ha ricordato il disegno di legge delega, presentato dall'ultima legislatura, per la revisione del sistema fiscale (A.C. 5291, presentato il 18 giugno 2012) che, tra l’altro, prevedeva la riforma del catasto. Approvato in prima lettura dalla Camera il 12 ottobre 2012, il ddl non ha concluso il suo iter per la chiusura anticipata della legislatura.
Da un lato, il Legislatore ha cercato di porre rimedio ad alcuni limiti dell’attuale sistema con alcune norme specifiche (commi 335 e 336 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2004, n. 311), che prevedono - tramite la collaborazione tra Comuni e Agenzia, ilriclassamento di intere microzone dei territori comunali nelle quali il rapporto tra il valore medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale si discosti significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, ovvero di singole unità immobiliari, nel caso in cui sia
stata verificata la sussistenza di variazioni edilizie e di ristrutturazioni che comportano una modifica del loro classamento risultante al catasto. Si deve prendere atto tuttavia, ha rilevato Befera, che solo 17 Comuni hanno attivato le disposizioni del comma 335 e circa 1.000 Comuni quelle relative al comma 336. A quest'attività va aggiunta quella condotta dall’Agenzia per l'identificazione dei cosiddetti “fabbricati fantasma” – vale a dire immobili non dichiarati al Catasto edilizio urbano insistenti su oltre due milioni di particelle del Catasto terreni –per l’attribuzione della cosiddetta “rendita presunta”.
In audizione, infine, Befera ha sottolineato l'importanza di altre attività che dovranno essere eseguite per garantire una maggiore coerenza e qualità dei dati catastali, indipendentemente dalle scelte specifiche verso le quali l’Autorità politica vorrà indirizzare il processo e parallelamente alla riforma stessa: l'allineamento tra Catasto terreni e Catasto edilizio urbano; la costituzione dell'archivio dei fabbricati; ilcompletamento della banca dati planimetrie e calcolo superfici.
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