martedì 14 ottobre 2014

IL 16 OTTOBRE SCADE IL VERSAMENTO DELLA TASI.

Il 16 Ottobre 2014 scadrà il termine per il pagamento della TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili).
Tale scadenza interesserà sia i proprietari di immobili, in una misura che va dal 70% al 90%, sia gli occupanti degli immobili stessi (inquilini), in una misura che va dal 10% al 30%.
Le percentuali vengono deliberate dal consiglio comunale di ciascuna città, così come anche le eventuali detrazioni o esenzioni.
Ricordiamo inoltre, che il pagamento minimo della TASI su base annua è di € 12,00; pertanto sotto tale soglia non è dovuto alcun contributo.
Se si decide di pagare tutto il dovuto in un'unica soluzione, la scadenza è il 16 Ottobre; se invece si decide di versare la TASI in due rate, quest'ultime andranno versate il 16 ottobre in misura del 50% del contributo annuale e il 16 dicembre in misura dell'altro 50%.

Geometra Luca Tridente





venerdì 12 settembre 2014

Si effettuano calcoli per il pagamento della TASI!


Ricordiamo che il pagamento per la prima rata della TASI (tassa sui servizi indivisibili) va effettuato entro il 16 ottobre 2014.


martedì 9 settembre 2014

Revisione rendite catastali: valide solo se motivate

La Corte di Cassazione si ricorda dello statuto del contribuente e, nelle più recenti pronunce sulla legittimità delle sentenze, fornisce un'interpretazione chiaramente a favore del proprietario immobiliare cui viene modificata la rendita catastale.

In sostanza, dice la Suprema Corte, la variazione della rendita catastale di un immobile è legittima solo se viene fornita da parte dell’Agenzia delle Entrate una motivazione precisa e dettagliata. Insomma, la variazione del classamento di un’unità immobiliare o della rendita (con modifica della tassazione sulla casa) non può essere accettata, se mancano i motivi e la documentazione sulla base dei quali è stato deciso il cambiamento.

Ricordiamo che le motivazioni principali per le quali si procede a una revisione della rendita catastale di un fabbricato sono diverse: l’aggiornamento catastale, l'esecuzione di particolari lavori eseguiti dell’unità immobiliare, l’incongruenza del valore rispetto a edifici similari o, ancora, un mutamento dei parametri della microzona catastale in cui l’appartamento è inserito.

Se prima, dunque, il contribuente riceveva dall’Agenzia solo la comunicazione del nuovo classamento e della nuova rendita, ora potrà pretendere di ricevere il dettaglio delle disposizioni prese in esame che hanno determinato il nuovo classamento e una relazione specifica per il caso particolare. In caso contrario, la variazione non può considerarsi legittima.

Tasi, ecco i costi. Per 7 famiglie su 10 più cara dell'Imu

L'aggravio se si hanno figli e redditi. due terzi dei Comuni hanno fissato le aliquote della nuova tassa sulla casa. Livelli massimi nei capoluoghi, giù nelle metropoli. Penalizzati i contribuenti dei Comuni che avevano tenuto bassa l'Imu sulla prima casa.

Un'aliquota media del 2,46 per mille per la Tasi ci dice che la nuova tassa sulla casa è ai massimi in molti Comuni. E che il confronto finale con l'Imu del 2012 riserverà parecchie sorprese, in negativo. Nelle 69 città capoluogo che hanno sin qui già pubblicato le aliquote, parecchie hanno spinto la nuova tassa sulla prima casa non solo al tetto massimo del 2,5 per mille, ma le hanno aggiunto anche la coda dello 0,8 addizionale, quella prevista dalla legge per finanziare le detrazioni. Questa è stata difatti la scelta di molti grandi municipi e di numerosi piccoli centri, se la media dà appunto quel 2,46. Non è un caso se Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Torino, Venezia, Bari, Catania sono al 3,3 per mille (somma di 2,5 e 0,8). Il massimo del massimo. Con tutta evidenza, una scelta obbligata di quei sindaci per preservare almeno parte del gettito che l'Imu assicurava loro con un'aliquota dal 4 per mille in su. Anche Roma e Milano non sono da meno, con la Tasi al 2,5 per mille. Il punto è che la nuova tassa sul mattone si distribuisce in modo diverso dalla vecchia. Se la torta è la stessa (il gettito), ora versano di più gli immobili con rendite catastali medio-basse, le famiglie con figli, le città che prima avevano un'Imu bassa. 

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/2014/09/09/news/tasi_ecco_i_costi_per_7_famiglie_su_10_pi_cara_dell_imu-95317371/?ref=HRER2-1

Efficienza energetica degli edifici: Aicarr propone un Testo Unico

Il quadro legislativo nazionale e' talmente complesso da comportare un problema serio agli operatori del settore, dai progettisti ai certificatori.
Il quadro legislativo nazionale in tema diefficienza energetica degli edifici è talmente complesso da comportare un problema serio agli operatori del settore, dai progettisti aicertificatori, ma anche ai produttori e agli installatori. Abbiamo considerato nella maniera più involuta le Direttive europee in tema di efficienza energetica e fonti rinnovabili: emanate una dopo l’altra e spesso di difficile interpretazione, sono caratterizzate da recepimenti in Italia tardivi, tautologici, contraddittori e a volte inutili.
L’esempio della legislazione che ha riguardato lacertificazione energetica è emblematico: il processo di recepimento è stato completato dopo ben 12 anni dalla pubblicazione della DirettivaEpbd - Energy performance building directive.
La questione normativa non è da meno. Il mandato 343 assegnava al Cen (Comitato europeo di normazione) il compito di definire norme tecnichea supporto della direttiva Epbd, tali norme sono uscite in ritardo rispetto ai tempi previsti per il recepimento della Direttiva stessa, ma hanno dovuto comunque essere interpretate nella loro trasposizione a livello nazionale: l’intenso lavoro delComitato termotecnico italiano ha reso disponibile il pacchetto Uni-Ts 11300 in tempi brevi, tali però da richiedere aggiornamenti successivi. Per non parlare poi della questione non ancora definita degli edifici a energia quasi zero che dovrebbero essere realizzati con le nuove regole a partire dal 2018.
Questo il quadro dipinto da Aicarr e dal quale nasce l’idea dell’associazione italiana condizionamento dell’aria, riscaldamento, refrigerazione: proporre ai propri soci e alla politica un Testo Unico sull’efficienza energetica negli edifici, con lo scopo di fare chiarezza, di semplificare e rendere più omogenea la regolamentazione legislativa dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio nazionale. Con questa proposta, Aicarr si candida con più forza, e in modo più operativo, a supportare tecnicamente il mondo istituzionale. La semplicità legislativa permette alle istituzioni di esercitare in modo univoco e chiaro le attività di progetto, verifica e controllo, ma soprattutto restituisce agli utenti una maggiore certezza sulle prestazioni energetiche dichiarate di edifici e impianti. L’obiettivo del Testo Unico, oltre a fornire un contributo di semplificazione permette di garantire un accordo interpretativo, possiamo dire comparato, tra ciò che esiste ora e ciò che è in fase di completamento.

mercoledì 3 settembre 2014

Edilizia privata: cosa prevede il decreto Sblocca Italia?

Bonus fiscali e semplificazione delle procedure per incoraggiare i lavori di ristrutturazione. In arrivo il regolamento edilizio unico.
Il Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto ha approvato il decreto legge Sblocca Italia, contenente misure urgenti per l’apertura deicantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.
Il decreto contiene anche 13 articoli sull'ediliziaprivata che puntano a incoraggiare i lavori diristrutturazione con sgravi fiscalibonus esemplificazione delle procedure. Al momento si tratta solo di proposte, visto che i tecnici del governo stanno lavorando con i ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture per individuare le coperture necessarie.
Autorizzazione e Scia: il cittadino potrà farelavori in casa senza chiedere alcuna autorizzazione. Basterà una semplicecomunicazione al proprio Comune, la Scia,Segnalazione certificata di inizio attività. Ammessifrazionamento e accorpamento di unità abitative, escluse le opere che comportano aumento di volumi. Scompare il contributo ai Comuni che però, compenseranno con Imu, Tasi, Tari.
Regolamento edilizio unico: in arrivo un regolamento edilizio uguale per tutti gli 8mila Comuni italiani.
Acquisto e affitto a canone concordato: se un privato, una coop edilizia o una onlus acquistano un immobile nuovo o completamente ristrutturato in classeenergetica A o B e lo affittano a canone concordato - a chiunque fuorché parenti di primo grado -, ricevono uno sconto Irpef pari alla deduzione del 20% del prezzo di acquisto, massimo 300mila euro, spalmato in otto anni. Un risparmio insomma, di 7.500 euro all'anno, 60mila euro in totale.
Bonus per adeguamento sismico: dal 1° gennaio 2015 chi realizza un adeguamento sismico può detrarre tra il 50 e il 65 per cento della spesa fino a 60mila euro.
Bonus per risparmio energetico: il bonus per chi installa impianti che usano fonti energetiche rinnovabili dovrebbe coprire il 50% con un tetto di detrazione massima di 96mila euro. La possibilità di cumulare bonus energetico e bonus antisismico però, è ancora in attesa di definizione. Serve un decreto ministeriale attuativo da definire tra ministero dell'Economia, dell'Interno e Protezione Civile.
Bonus per lavori di ristrutturazione: il bonus del 50% sui lavori in ristrutturazione edilizia viene abbandonato alla sua naturale scadenza a fine 2014, con il passaggio automatico dello sgravio dal 50 al 40 per cento.
Cittadini spazzini: possono essere esonerati dal pagamento del "corrispondente tributo", ossia la Tari, quelle "comunità di cittadini, associazioni no proft e rappresentanze economiche" che presentano un progetto di riqualificazione che consiste nella "pulizia della stessa area, nella manutenzione e nell'abbellimento di aree verdi, piazze e strade anche mediante la collocazione di arredo urbano o la realizzazione di eventi".
Rottamazione e permuta: chi rottama una casa a bassa prestazione energetica riceve uno sconto sulle imposte immobiliari - imposta ipotecaria, di registro, catastale - dovute in misura fissa anziché percentuale (circa 600 euro).
Nel ‘pacchetto casa’ trovano posto anche interventi riferiti alla locazione di grandi contesti che consentirà maggiore libertà nella determinazione dei termini contrattuali. Avvicinando la legislazione italiana a quella europea, le parti potranno stabilire in autonomia la durata e i termini del rapporto, incentivando investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri e eliminando un freno allo sviluppo del mercato dellelocazioni commerciali e degli immobili a uso turistico.
Per il rilancio del settore immobiliare, il decreto prevede modifiche al regime delle Siiq (Società di investimento immobiliare quotate) per superare le rigidità normative che ne hanno frenato lo sviluppo. In particolare, si ridefiniscono i requisiti partecipativi dei soci delle Siiq e si rende più flessibile la gestione degli investimenti. Inoltre la normativa fiscale viene uniformata a quella dei fondi immobiliari rendendo così neutra l’opzione tra i due strumenti.

venerdì 28 febbraio 2014

La riforma del catasto nella delega fiscale approvata alla Camera

Tra le novita', la determinazione del valore patrimoniale utilizzando il metro quadrato come unita' di consistenza in luogo del numero dei vani.
L'Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge delega in materia fiscale, risultante dall'approvazione in un testo unificato da parte della Camera e quindi modificata dal Senato. Il testo in esame si compone di 16 articoli che riguardano, tra i vari argomenti, anche la revisione del catasto dei fabbricati.
“Attraverso la riforma del catasto degli immobili(articolo 2) si intende correggere lesperequazioni delle attuali rendite, accentuate a seguito dell'introduzione di un nuovo moltiplicatore per il calcolo dell'imposta municipale sperimentale (Imu) – si legge nel testo –“. Tra i principi e criteri per la determinazione del valore catastale la delega indica, in particolare, la definizione degli ambiti territoriali del mercato, nonché la determinazione del valore patrimoniale utilizzando il metro quadrato come unità di consistenza al posto del numero dei vani.
“È assicurato il coinvolgimento dei comuni nel processo di revisione delle rendite – continua il testo della delega - anche al fine di assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti. La riforma deve avvenire a invarianza di gettito, tenendo conto delle condizioni socio economiche e dell’ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell’Isee, da rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione all’attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell’autotutela amministrativa. È previsto un meccanismo dimonitoraggio da parte del Parlamento del processo di revisione delle rendite.
Nel corso dell'esame al Senato è stata riformulata la previsione di un regime fiscale agevolato per la messa in sicurezza degli immobili, nel senso di prevedere unregime agevolato per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.
Contestualmente devono essere aggiornati i trasferimenti perequativi ai comuni.Sono ridefinite le competenze delle commissioni censuarie, in particolare attribuendo loro il compito di validare le funzioni statistiche - che sanno pubblicate al fine di garantire la trasparenza del processo estimativo -, utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite, nonché introducendo procedure deflattive del contenzioso.
A garanzia dei saldi di bilancio, dalla riforma non devono derivare nuovi o maggiori oneri: conseguentemente dovranno essere utilizzate prioritariamente le strutture e le professionalità già esistenti nell’ambito delle amministrazioni pubbliche. Al riguardo, la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 286) autorizza la spesa di 5 milioni per il 2014 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019 al fine di consentire la realizzazione della riforma del catasto.

lunedì 24 febbraio 2014

Imu e Tasi: 'patrimoniale straordinaria' per gli italiani

Il passaggio dall'Ici all'Imu ha gravato per 355 miliardi di euro. La Tasi e' pari al 25% del Pil.
Il passaggio dall’Ici all’Imu – con il contestuale aumento dei moltiplicatori catastali – ha generato a carico di famiglie e imprese l’effetto di unapatrimoniale straordinaria di 355 miliardi di euro, causando una massiccia caduta, oltre che del numero di compravendite, anche dei valori degli immobili. E con l’introduzione della Tasi, a partire da quest’anno, sugli italiani graverà una patrimoniale pari al 25% del Pil.
Sono questi i principali dati che emergono da uno studio presentato oggi dalla Confedilizia nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato, con il presidente Corrado Sforza Fogliani, il prof.Francesco Forte, emerito di Scienza delle finanze, autore della ricerca.
Lo studio dimostra anche come in connessione alla caduta del mercato immobiliare si sia verificato un grave effetto recessivo e una massiccia perdita di occupazione. Gli investimenti si sono ridotti di 14 miliardi, quasi un punto di Pil, e, essendo molto alto il loro effetto di moltiplicatore della domanda, si può dire che ciò ha fatto perdere 1 punto e mezzo di Pil in un biennio, mentre la caduta di 400mila addetti nell’occupazione diretta e indotta ha generato una disoccupazione del 50% di quella totale del medesimo periodo.
Le conclusioni della ricerca sono amare. La crisi in Europa che ha generato caduta del Pil, disoccupazione, deficit di bilancio, crisi debitorie private e pubbliche e gravosi processi di aggiustamento, che ora rendono difficile la ripresa, è stata innescata dallo scoppio della bolla finanziaria che aveva provocato negli Usa un artificioso gonfiamento del settore immobiliare e dei titoli connessi e si è propagata con analoghe crisi in Irlanda, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Grecia. L’Italia ne aveva subìto il contraccolpo ma sino al 2011 aveva avuto una tenuta dell’occupazione e del Pil superiore alla media del Sud dell’Europa dovuta al fatto che non aveva avuto la crisi del settore immobiliare.
Le banche italiane avevano molto debito pubblico, ma non avevano sofferenze nel credito edilizio, con le famiglie e il patrimonio immobiliare privato che garantivano l’economia pubblica. Con l‘Imu e ora con la Tasi, il Governo – anche per via della pressione dei Comuni – ha creato la crisi da cui l’economia di mercato era scampata.

lunedì 27 gennaio 2014

Mini Imu per 9 milioni di contribuenti, gettito previsto di 400 milioni

Reggio Emilia, Ravenna e Roma sono le provincie con il piu' alto numero di contribuenti chiamati al pagamento.
I termini per il pagamento della mini Imu sono scaduti venerdì scorso e la Cgia ricorda che sono stati chiamati a versare l’imposta oltre 9 milioni di proprietari di prima casa. In termini relativi, la provincia che presenta la quota più elevata èReggio Emilia, con 185.095 contribuenti tenuti al versamento, il 98,3% del totale dei proprietari di prima abitazione presenti nella provincia.
Segue Ravenna, dove i 143.530 proprietari interessati dalla scadenza, costituiscono il 92,7% del totale. Sul terzo gradino del podio troviamoRoma (87,6%), provincia che fa registrare in termini assoluti il maggior numero di proprietari tenuti a pagare la mini Imu (1.322.286).
In nessun Comune delle provincie di Aosta, Bolzano, Trieste e Ogliastra si pagherà l’imposta. Infatti, nessun sindaco di queste quattro realtà territoriali ha elevato l’aliquota base sulle prime case.
“Secondo i dati presentati nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia – segnala il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – il gettito della mini-Imu dovrebbe portare nelle casse dei Comuni interessati circa 400 milioni di euro. Nella maggior parte dei casi gli importi per singolo contribuente saranno relativamente contenuti; tuttavia il caosche è esploso in queste ultime settimane ha disorientato i cittadini, aumentando ulteriormente l’insofferenza verso il fisco e verso la politicache ha gestito in maniera molto approssimativa tutta la vicenda“.

giovedì 23 gennaio 2014

L'edilizia residenziale crolla, -37,2% nel primo semestre 2013

L'Istat rileva anche la consistente diminuzione dell'edilizia non residenziale, -31,6%.
Nel primo semestre del 2013 l’edilizia residenziale presenta una rilevante flessione rispetto allo stesso periodo del 2012: -37,2% le abitazioni e -35,5% la superficie utile abitabile.Anche l’edilizia non residenziale ha una consistente diminuzione con quasi un terzo di superficie in meno rispetto al primo semestre del 2012 (-31,6%).
Il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali risulta in forte calo, presentando, nel primo trimestre, una variazione tendenziale del-38,2% e nel secondo del -36,2%. Significative sono anche le diminuzioni della superficie utile nel confronto con gli analoghi trimestri del precedente anno: -36,6% per il primo trimestre 2013 e -34,3%per il secondo.
Nel primo trimestre del 2013, l’edilizia non residenziale presenta una superficie in netta contrazione rispetto allo stesso periodo del 2012 (-37,3%). Meno accentuata è la flessione nel secondo trimestre 2013, con un calo della superficie non residenziale pari al 25,6% rispetto allo stesso periodo del 2012.
Il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati residenziali scende, nel primo e nel secondo trimestre 2013, sotto la soglia delle 15.000 unità per trimestre. Con 14.043 abitazioni nel primo trimestre 2013 e 14.359 abitazioni del secondo, sono raggiunti i nuovi livelli minimi della serie storica. Analoghe considerazioni valgono per la superficie utile abitabile che presenta, nel primo trimestre 2013, un nuovo minimo della serie, pari a 1.171.090 mq e un secondo trimestre 2013 di poco superiore al precedente trimestre, con 1.191.597 mq.
La superficie della nuova edilizia non residenziale presenta un netto calo, nel primo trimestre del 2013, segnando il minimo dal 2005 pari a 1.998.189 mq; mentre nel secondo trimestre il valore recupera parzialmente con 2.258.094 mq.

Scadenza rata mini-IMU

Buongiorno,
ricordiamo che domani 24 gennaio è l'ultimo giorno utile per pagare la rata mini-IMU.

La mini-IMU deve essere versata dai cittadini residenti in quei comuni dove l'aliquota IMU per l'anno 2013 è stata deliberata superiore alla base dello 0,4%.

Va versato il 40% della differenza tra l'imposta deliberata e l'imposta di base.

E' possibile pagarla anche dopo la scadenza del 24 gennaio, facendo però un ravvedimento operoso.

Geometra Luca Tridente

mercoledì 18 dicembre 2013

Destinazione Italia: focus su tagli alle bollette e opere pubbliche

Il risparmio dei costi elettrici e' stimato in circa 850 milioni di euro. Finanziamenti a progetti immediatamente cantierabili, Expo 2015 e metropolitana di Napoli, promozione della bonifica dei siti inquinati.

Il Consiglio dei ministri ha approvato venerdì scorso il decreto legge contenente interventi urgenti di avvio del Piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche, gas ed rc auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese (leggi qui) nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed Expo 2015.
Sul fronte delle disposizioni per la riduzione di costi gravanti sulle tariffe elettriche, viene introdotto un sistema incentivante opzionaleofferto ai produttori di energia elettrica rinnovabile, per gli indirizzi strategici dell’energia geotermica ed in materia di certificazione energetica degli edifici e di condomini. Il risparmio è quantificato in circa 850 milioni di euro.
Nel dettaglio, il ministro dello Sviluppo economico,Flavio Zanonato, ha spiegato che il decreto interviene su tre aspetti per quanto riguarda la riduzione del costo dell'energia elettrica. Si tratta di "un intervento molto significativo sul costo delle bollette. La prima misura prevede la possibilità volontaria dei produttori di energia rinnovabile di avere un contributo ridotto, allungato però di 7 anni". L' operazione, sottolinea il ministro, "e' volontaria e quindi il contributo alle rinnovabili, sia nel fotovoltaico che nell' eolico, anziché avvenire in 15 o 20 anni avviene in un periodo allungato di 7 anni e questo determina una riduzione" del peso sulla bolletta elettrica dell’ordine di circa  700 milioni.  "Altri 150 milioni di risparmi  - ha spiegato il ministro - si conseguono attraverso una misura complessa che si chiama ‘ritiro dedicato’ e infine è stata apportata anche una modifica della tariffa bioraria”.
In materia di Expo 2015 e di opere pubbliche , il decreto “Destinazione Italia” prevede la revoca di assegnazioni del Cipe relative a interventi che non sono stati avviati, per un importo di 165,390 milioni di euro, che vengono destinati per 53,2 milioni a progetti cantierabili relativi allo svolgimento di Expo 2015, cui vengono destinati ulteriori 42,8 milioni, per un ammontare complessivo pari a 96 milioni e per 45 milioni ad opere per l’accessibilità ferroviaria Malpensa-terminal T1-T2. Le residue disponibilità sono destinate a interventi immediatamente cantierabili finalizzati al miglioramento della competitività dei porti italiani e dell’efficienza del trasferimento ferroviario e modale all’interno dei sistemi portuali, cui vengono destinati le disponibilità derivanti dai fondi statali trasferiti alle autorità portuali, che poi vengono revocati e riassegnate nel limite di 200 milioni per il 2014. Inoltre si autorizza il comune di Napoli a contrarre mutui per la realizzazione della linea 1 della metropolitana, in deroga alle disposizioni in materia di riequilibrio finanziario pluriennale.
Per promuovere il riutilizzo produttivo dei siti inquinati di interesse nazionale da bonificare, individuati dal ministero dell’Ambiente, suscitando investimenti superiori a 1,3 miliardi di euro, si introducono facilitazioni procedurali e benefici fiscali per i soggetti che partecipano al relativo accordo di programma, che sono tenuti indenni dalle responsabilità per l’inquinamento fermo restando il rispetto del principio “chi inquina paga”, mantenendo quindi tutte le responsabilità di chi ha inquinato in relazione agli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ristoro dei danni.

martedì 17 dicembre 2013

L'affitto non si paga piu' in contanti

Lo stabilisce un emendamento sull'obbligo di utilizzo di mezzi tracciabili approvato dalla Commissione Bilancio della Camera il 12 dicembre 2013.
La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di stabilità che vieta il pagamento degli affitti incontanti, compresi quelli per le vacanze.
Ecco il testo dell’emendamento:
3-bis. All'articolo 3, comma 2, primo periodo del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, dopo il comma 10 inserire il seguente: «Per assicurare il contrasto all'evasione fiscale nel settore delle locazioni abitative e l'attuazione di quanto disposto dai commi 8 e 9 sono attribuite ai Comuni, in relazione ai contratti di locazione, attività di monitoraggio anche previo utilizzo di quanto previsto dall'articolo 1130 Codice Civile, primo comma, n. 6), in materia di registro di anagrafe condominiale e conseguenti annotazioni delle locazioni esistenti in ambito di edifici condominiali».
3-ter. All'articolo 12 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. In deroga a quanto stabilito dal comma 1, i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, devono essere corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludendo l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore».

Bonus mobili, gli arredi devono costare meno della ristrutturazione

Emendamento al ddl Stabilità 2014: no alla detrazione del 50% sull’acquisto di arredi più costosi dei lavori.


 Il Bonus Mobili non potrà essere concesso se il prezzo degli arredi supera quello della ristrutturazione. È quanto stabilito da un emendamento al ddl di Stabilità per il 2014, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera.

Chi effettua interventi di ristrutturazione può usufruire della detrazione del 50% anche sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici. In questo caso, come spiegato nella miniguida dell'Agenzia delle Entrate, per poter usufruire dell’agevolazione la spesa non deve superare i 10 mila euro.
 
L’emendamento introduce ora una nuova condizione correlando il prezzo delle ristrutturazioni a quello dei mobili. Per fare un esempio, non si potrà chiedere l’agevolazione massima sui mobili se l’intervento di ristrutturazione è costato meno di 10 mila euro.
 
L’emendamento completa il quadro tracciato dalla Legge di Stabilità, che proroga al 2014 le detrazioni del 50% sulle ristrutturazioni e il Bonus Mobili.
 
In base al ddl di Stabilità, le spese per le ristrutturazionisostenute nel 2014 continueranno ad essere agevolate con una detrazione Irpef del 50% e il tetto di spesa agevolabile resterà fermo a 96 mila euro.
 
Nel 2015 la detrazione fiscale calerà al 40%, ma il tetto di spesa continuerà ad essere 96 mila euro. A partire dal 2016, invece, il bonus tornerà all’aliquota ordinaria del 36% e il tetto di spesa scenderà a 48 mila euro.

lunedì 16 dicembre 2013

Via libera del Governo alla legge contro il consumo di suolo

Nel testo anche il risanamento dei centri storici, Ministro Orlando: necessario ora incentivare il recupero del patrimonio edilizio.


 Costruire solo riutilizzando il patrimonio esistente. È questo il must del disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, approvato in Consiglio dei Ministri.

Come spiegato dal Ministro per le Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo, e dal Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma cerca di ottenere un risparmio di suoloripristinando un equilibrio tra l’eccessiva cementificazione, che aggrava il dissesto idrogeologico, e la scarsità di terreni destinati all’agricoltura.
 
Per questo motivo la norma prevede che i terreni che usufruiscono di aiuti di Stato potranno essere utilizzati solo per uso agricolo, mentre saranno concessi incentivi agli interventi di recupero del patrimonio rurale. Allo stesso tempo, il ddl definisce come agricoli tutti i suoli destinati all’agricoltura, a prescindere dal fatto che vengano realmente coltivati.
 
Il ddl prevede inoltre il risanamento di complessi edilizi situati nei centri storici e interventi di qualificazione dell'ambiente e del paesaggio che abbiano come obiettivo anche la messa in sicurezza delle aree esposte a rischio idrogeologico, soprattutto di quelle più esposte a eventi meteorologici estremi.
 
Per controllare il rispetto della norma, sarà istituito un Comitato interministeriale col compito di monitorare il consumo di superficie agricola e realizzare ogni anno un rapporto a livello nazionale. Al Ministero delle Politiche agricole sarà inoltre istituito un registro dei Comuni virtuosi, che al consumo di suolo preferiranno il riuso.
 
Secondo il Ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, il decreto rappresenta un cambio di mentalità verso un'edilizia di riuso e rigenerazione, che possa far muovere l'economia senza un ulteriore impatto sull'ambiente e sulle attività agricole.
 
Per il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, la norma apre a uno scenario in cui si potrà costruire solo se prima si dimostra che si è riutilizzato il patrimonio esistente. Attorno a questo paletto il Ministro orlando prevede una serie di interventi per incentivare realmente e rendere convenienti gli interventi di recupero.

Giudizio positivo anche dal Cnappc, Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, che ora spera in un’accelerazione sulle politiche di rigenerazione urbana sostenibile.

Ricordiamo che la prima versione del ddl sul risparmio di suolo è stata approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso giugno. Secondo le Regioni, il testo presentava però una scarsa visione di insieme e non rispettava le competenze legislative regionali, che avrebbero potuto bloccare gli strumenti urbanistici vigenti.

venerdì 13 dicembre 2013

Ricordiamo la scadenza per le seconde case e le abitazioni principali di lusso.


Crollo delle partite Iva: -415.000 dal 2008 a oggi

Particolarmente critica la situazione in Sardegna e in Calabria. Sulle micro imprese pressione fiscale media attorno al 50%.

Tra il 2008, anno di inizio della crisi, e settembre di quest’anno hanno chiuso l’attività ben 415.000 partite Iva. I più colpiti sono stati i lavoratori in proprio, ovvero gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori: infatti, nello stesso periodo sono diminuiti di 345.000 unità.
In quasi sei anni di crisi economica, la variazione dell’occupazione degli indipendenti è stata del -7%. Nel medesimo periodo, per ogni cento lavoratori autonomi, quasi 8 hanno chiuso i battenti. A denunciare lo stato di difficoltà del mondo del lavoro autonomo e delle micro imprese è la Cgia.
“A differenza dei lavoratori dipendenti – fa notare ilsegretario Giuseppe Bortolussi – quando un autonomo chiude l’attività non dispone di alcuna misura di sostegno al reddito. Ad esclusione dei collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, le partite Iva non usufruiscono dell’indennità di disoccupazione e di alcuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare”.
Una situazione di difficoltà, ricordano dalla Cgia, che, purtroppo, ha mantenuto la pressione fiscalemedia a carico di queste piccolissime realtà attorno al 50%. “In proporzione – prosegue Bortolussi – la crisi ha colpito in maniera più evidente il mondo delle partite Iva rispetto a quello del lavoro dipendente. In termini assoluti, la platea dei subordinati ha perso 565.000 lavoratori, mentre in termini percentuali è diminuita solo del 3,2%, con una quota del numero dei posti di lavoro persi sul totale della categoria pari al 3,3%. Tassi, questi ultimi, che sono meno della metà di quelli registrati dai lavoratori indipendenti”.
Analizzando tutti i profili professionali che costituiscono il cosiddetto popolo delle partite Iva, si nota che la contrazione più significativa è avvenuta tra i lavoratori in proprio: vale a dire tra gli artigiani, i commercianti e gli agricoltori. In questi ultimi cinque anni e mezzo sono diminuiti di 345.000 unità, pari ad una contrazione del 9,6%. Analogamente, gli imprenditori, vale a dire i soggetti a capo di attività strutturate con dipendenti, sono diminuiti di 35.000 unità (-12,4%).
Le uniche categorie che hanno registrato risultati positivi sono stati i soci delle cooperative (+2.000 unità, pari al +4,4%) e, soprattutto, i liberi professionisti. Il numero degli iscritti agli ordini e ai collegi professionali sono aumentati di 115.000 unità (+9,8%).
“La tendenza positiva fatta segnare dai liberi professionisti – conclude Bortolussi – potrebbe essere riconducibile sia all’aumento del numero di coloro che hanno deciso di mettersi in proprio non avendo nessun’altra alternativa per entrare nel mercato del lavoro, sia all’incremento delle cosiddette false partite Iva. In riferimento a quest’ultimo caso, ci si riferisce, ad esempio, a quei giovani che in questi ultimi anni hanno prestato la propria attività come veri e propri lavoratori subordinati, nonostante fossero a tutti gli effetti dei lavoratori autonomi. Una modalità, quest’ultima, molto praticata soprattutto nel Pubblico impiego”.
Infine, segnala la Cgia, a livello territoriale è stata la Sardegna a registrare la caduta occupazione più forte tra gli autonomi (-15%). Male anche la Calabria (-13,1%) e la Valle d’Aosta (-12,5%). Segno positivo, invece, solo per il Veneto (+0,4%) e l’Abruzzo(+0,9%).

mercoledì 11 dicembre 2013

Tasse: "Mini-Imu" per 2.500 comuni

Se le risorse del Governo non saranno sufficienti, 2.500 comuni dovranno pagare la

Mirco Mion, Presidente Agefis, commenta i dati rilevati dai geometri fiscalisti in merito alla tassazione immobiliare:“Per i cittadini eventualmente chiamati a pagare la mini-Imu, oltre al danno si profilerebbe anche la beffa, perché lo sconto maggiore andrebbe a vantaggio dei possessori di immobili di pregio. Riduzione pressoché nulla, invece, per chi già pagava poco e che potrebbe pagare più o meno lo stesso importo, vanificando di fatto il beneficio della sospensione della seconda rata".
Se entro il 16 dicembre le risorse di bilancio non saranno ritenute sufficienti dal Governo, 2.500 comuni italiani dovranno apprestarsi a pagare la “mini-Imu”, ovvero la differenza tra l'imposta calcolata con l'aliquota reale (variabile) e quella generata dall'aliquota standard (pari al quattro per mille).
Oltre al danno, quindi, la beffa: i possessori di immobili di lusso potranno beneficiare della sospensione della seconda rata, riduzione che sarà pressochè nulla per i cittadini che dispongono di un’abitazione dal valore medio-basso. Una situazione di iniquità, che non fa altro che aggravare la situazione di disagio e incertezza tra i proprietari immobiliari.

martedì 10 dicembre 2013

Il Pos negli studi sarà obbligatorio dal 1° gennaio 2014, niente rinvio

Respinto l’emendamento di Enrico Zanetti, Scelta Civica, che chiedeva di spostare al 1° gennaio 2015 l’obbligo per i liberi professionisti





È stato bocciato l’emendamento alla Legge di Stabilità che proponeva il rinvio dal 1° gennaio 2014 al 1° gennaio 2015 dell’obbligo per i liberi professionisti di dotarsi di POS.

La proposta portava la firma di Enrico Zanetti, responsabile politiche fiscali di Scelta Civica e vicepresidente della Commissione Finanze della Camera.

“L’emendamento è stato giudicato inammissibile per ragioni idiote. Abbiamo fatto ricorso ed abbiamo appena avuto notizia che è stato respinto per le stesse ragioni già commentate” - ha scritto Zanetti su Facebook.

“Non ho parole. Spero solo che sia perché eravamo gli unici ad essersene preoccupati e che il Governo preferisca poi assumersene la paternità con un intervento ‘di revisione’nei prossimi giorni, per non lasciare solo a noi la vittoria politica” - ha concluso.

La partita però è ancora aperta, dal momento che in questi giorni la Commissione Bilancio della Camera sta votando gli emendamenti al disegno di Legge di Stabilità 2014, che approderà in Aula la prossima settimana.

L’obbligo di POS
Ricordiamo che l’articolo 15 del Decreto Sviluppo Bis (DL 179/2012) ha introdotto, per i professionisti, l’obbligo di dotarsi di Pos dal 1° gennaio 2014
 
Gli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti si sono dichiarati contrari all’obbligo, sostenendo che “le attività professionali prevedono pagamenti normalmente superiori ai massimali delle carte di debito” (Architetti) e che, con l’obbligo di POS, “60 milioni di euro si trasformeranno da reddito dei professionisti a rendita per le banche” (Ingegneri).
 
Concordi i Sindacati: il Pos “poco si concilia con importi delle prestazioni professionali normalmente superiori ai 1.000 euro” (InarSind) e “l’edilizia è ferma e il Governo ci strizza con inutili balzelli. Siamo pronti all’astensione dall’attività professionale” (Federarchitetti).
 
È passata all’azione la Rete delle Professioni Tecniche(RPT) che, pochi giorni fa, ha messo nero su bianco un emendamento alla Legge di Stabilità che chiede di escludere dall’obbligo di Pos alcune categorie di professionisti, sulla base di determinati criteri.

In assenza di rinvio, l’obbligo di Pos scatterà il 1° gennaio 2014, ma chi non si mette in regola non rischia alcuna sanzione, dal momento che mancano i decreti attuativi e, di conseguenza, le sanzioni.

Fonte: http://www.edilportale.com/news/2013/12/professione/il-pos-negli-studi-sar%C3%A0-obbligatorio-dal-1%C2%B0-gennaio-2014-niente-rinvio_36927_33.html